
Si trova nel quartiere Civitanova, tra
via Santa Maria Maggiore e via Garibaldi.
La costruzione in forme romaniche dell’edificio risale al 1180. Il
prospetto principale originario con il piccolo portico è su Via
Garibaldi insieme al campanile a quattro piani suddivisi da cornici ad
archetti romanici e aperti da trifore. IL vasto riassetto del 1227
diede alla chiesa l’aspetto dominante dell’architettura borgognona-cistercense.
L’arcone ogivale dell’ingresso con il pronao su via Garibaldi venne costruito
nel 1227, anno in cui vige ancora l’orientamento originario del 1180. L’inversione
avvenne nel 1317 quando Francesco Petrini eseguì il grandioso portale
su Piazza Santa Maria Maggiore. Con l’ampliamento cinquecentesco, che mutò
nuovamente la struttura della chiesa, fu abbattuta la navatella sinistra
della costruzione cistercense, oggi ricostruita, per creare una più
ampia navata mediana. Attualmente la parte cinquecentesca non è
più adibita al culto così come le cappelle che vi erano state
costruite. Il portale laterale di Santa Maria Maggiore, oggi è l’entrata
abituale della chiesa e venne costruito nel XIII secolo con caratteristiche
paraste scanalate con timpano che si allunga lateralmente in due sintetiche
mensolette. Questo portale ricorda quello di Castel del Monte in Puglia,
ma anche altri edifici dell’Italia meridionale come le Torri di Capua in
Campania.
Ciò che vediamo oggi del periodo romanico
Il pronao dell’ingresso originario con due cappellette laterali, a
cui furono aggiunti nel 1227 archi ogivali.
Il campanile in romanico lombardo, completato in stile gotico nel 1331,
danneggiato da un incendio nel 1645 ed ampliato nel 1785.
L’abside e la cripta, le acheggiature pensili di coronamento della
navatella destra ed alcuni archetti pensili sulla navata maggiore.
Il periodo gotico
Al 1227 risale la prima trasformazione e l’aspetto borgognone-cistercense.
L’interno a tre navate ha subìto un radicale ripristino nel 1970,
in quella occasione è stata riportata la chiesa alla primitiva struttura
duecentesca. Ogni navata è divisa da quattro campate di diversa
ampiezza che vanno restringendosi dall’ingresso verso il coro. Ai pilastri
cruciformi si addossano semicolonne in cui va a scaricarsi il peso dei
costoloni che diventano elementi decorativi delle volte a crociera.
Interessante è il presbiterio a pianta quadrata e largo quanto le
tre navate. Nel Trecento, costruita la nuova facciata, il presbiterio funzionò
da vestibolo e l’altare maggiore passò dalla parte opposta. Il grande
rosone sullo sfondo e la porta dietro l’altare maggiore appartengono alla
fase iniziata nel 1317. Tutte le altre strutture visibili appartengono
al 1227. Il grandioso portale di Francesco Petrini del 1317,fu imitato
in tutto il chietino ed è il più complesso della regione
abruzzese, la data e la firma dell’autore risultano evidenti nella lunetta
vicino al gruppo scultoreo della Crocifissione. Il Petrini nella realizzazione
del portale, sfrutta lo spazio tra i due contrafforti romanici aumentando
la sporgenza di tutta la struttura architettonica e scultorea dell’ingresso.
Particolarmente ricca è la strombatura archiacuta con motivi tutti
diversi nelle decorazioni delle colonnine e degli archi. Il timpano soprastante
presenta al centro un agnello a rilievo simbolo del sacrificio. La lunetta
accoglie il mirabile gruppo scultoreo della Crocifissione con la Madonna
e San Giovanni, ma l’attenzione si concentra sulla drammatica e scarna
figura del Cristo che evidenzia la sofferenza umana già sottolineata
dalla lezione di Giovanni Pisano negli anni precedenti. Il rosone, simbolo
del Paradiso, ricco di decorazioni vegetali con festoni ricadenti sui lati
e terminanti con due figure fantastiche, sovrasta il portale del Petrini.
I periodi successivi
Il prolungamento sul fianco destro del grande portale con un semplice
portale ogivale affiancato da due bifore, è sempre del XIII secolo.
Il grande rosone soprastante con decorazioni vegetali appartiene al periodo
di transizione tra il Gotico ed il Rinascimento. Successivamente i cambiamenti
del XVI secolo interessano soprattutto la trasformazione architettonica
già analizzata. Oggi Santa Maria Maggiore è tornata alle
forme originarie essenziali dello stile borgognone-cistercense per essere
nuovamente apprezzata e ammirata dalle generazioni future.

Nel presbiterio della chiesa sono custoditi una croce processionale
d'argento dorato ornata di smalti, splendida opera tardogotica dell'orafo
Nicola da Guardiagrele ed un trittico con lunetta di Gerolamo Galizzi da
Santacroce.
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