CHIESA DI S. BIAGIO (XII SEC.)
Si trova nei pressi della Piazza dei Frentani nel quartiere
di Lancianovecchia.
E' il più' antico edificio religioso lancianese, essendo forse
precedente al 1059. Il campanile risale al XIII SEC. Sino al 1827 la chiesa
aveva il suo parroco che fu poi trasferito nella chiesa
di S. Agostino.
La chiesa è giunta a noi notevolmente conservata perché
fu per lungo tempo chiusa al culto, quindi non ha subito le alterazioni
delle mode dei secoli successivi. Ha pianta di forma rettangolare e soffitto
a capriate. L'esterno è tutta in mattoni e pietre squadrate con
contrafforti lungo le pareti laterali; l'accesso si ha mediante 3 scalini.
Il campanile è una solida torre in muratura con una bifora a sesto
acuto nel secondo ordine ed un elegante finestra a bifora nella parte bassa.
Sotto la chiesa esiste una cripta del periodo romanico che doveva essere
la chiesa primitiva.
FONTI: Guida storico artistica di Lanciano di Emiliano Giancristofaro
e Vittorina De Cecco.
STORIA DI SAN BIAGIO
Vescovo di Sebaste in Amenia, santo, martire. I suoi atti, tardivi e leggendari,
lo dicono medico, ma non sappiamo con quale fondamento.
Secondo le diverse tradizioni il suo martirio sarebbe avvenuto sotto
Diocleziano o sotto Licinio o perfino sotto Giuliano l'Apostata; l'opinione
preferibile è per l'epoca di Licinio (307-23).
Scoppiate le persecuzioni, Biagio si allontanò dalla sua sede
vescovile e andò a vivere in una caverna dove guariva con un segno
della voce gli animali ammalati. Scoperto da alcuni cacciatori in mezzo
ad un branco di bestie fu denunciato al magistrato, venne catturato e rinchiuso
in prigione, dove riceveva e sanava gli ammalati. Un giorno si recò
da lui una donna il cui figlio era sul punto di morire, essendoglisi conficcata
in gola una lisca di pesce, la benedizione del Santo lo risanò immediatamente,
fra tanti altri miracoli operati anche durante le torture, merita particolare
ricordo quello della vedova alla quale un lupo aveva portato via un maialino,
la donna riavuta la bestia in segno di riconoscenza portò dei cibi
e delle candele al Santo che commosso le disse "offri ogni anno una candela
alla chiesa che sarà innalzata al mio nome ed avrai molto bene e
nulla ti mancherà". Biagio subì la decapitazione, il suo
culto è uno dei più diffusi sia in Oriente che in Occidente,
sebbene sembra che si affermasse immediatamente dopo la sua morte. La festa
è celebrata dagli orientali l'11 febbraio, dagli occidentali il
3 o anche il 15 dello stesso mese.
CULTO E FOLKLORE
Il culto di Biagio nei paesi europei presenta due aspetti, uno prevalentemente
agricolo, l'altro ispirato a episodi della vita del martirio. La sua festa,
per il momento dell'anno in cui cade, è considerata da alcuni autori
come la sopravvivenza cristiana di un'antica manifestazione agraria pagana.
Tale carattere è particolarmente chiaro in Macedonia, Romania, Grecia,
Paesi slavi e Italia.
Il culto di Biagio come patrono degli agricoltori presenta due forme:
1- tuttora in uso in numerosi villaggi, consiste nel portare in chiesa,
nel suo giorno un pugno di cereali che, benedetti, si mescolano a quelli
della semina, assicurando così una buona germinazione.
2- Fra gli aspetti del culto ricollegabili a episodi della sua vita
il più importante è quello di Taumaturgo per le malattie
della gola che trova origine dal noto miracolo della spina di pesce e dalla
orazione che il martire avrebbe fatto prima di morire, chiedendo a Dio
di risanare da queste malattie chiunque l'avesse pregato in suo nome. I
più antichi scongiuri e formule di benedizione risalgono al XI secolo.
Per quanto riguarda questo aspetto del Santo, molto diffusa è
la benedizione dei fedeli con l'imposizione di candele incrociate (al derivato
dal mirare della spina dalla vicinanza della Candelora). Sempre in questo
giorno e allo stesso scopo vengono distribuiti speciali piccoli pani. Nei
diversi paesi europei diverse risultano essere le manifestazioni folcloristiche
nell'Abruzzo e nel Molise, dove Biagio è considerato protettore
del bestiame, è associato a Sant'Antonio Abate e a San Sebastiano.
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