QUARTIERI CIVITANOVA E SACCA
Il quartiere "Sacca" fu costruito mentre governavano i Normanni, quando
nel 1191 furono riammessi nel regno di Napoli gli Ebrei. A Lanciano per
odine del giustiziere d'Abruzzo vennero ammesse 80 famiglie con l'obbligo
di vivere in un solo quartiere, la Sacca, con clausura, divieto di uscire
di notte e obbligo di esercitare solo la mercatura, far parte degli studi
marittimi e portare una fascia gialla di riconoscimento.
L'ulteriore ampliamento della città, nella zona nota come Civita-Nuova
fu realizzato sotto il dominio svevo tra i secoli XIII e XIV, quando con
l'acquisizione di privilegi e feudi e la ripresa dei traffici levantini
la città visse l'epoca di maggior splendore.
Lo schema urbanistico complessivo, impiantato sul colle della Selva,
è sconosciuto ai due più antichi quartieri
di Lancianovecchia e Borgo, presentando
un ordine di vie ortogonali: strade principali che si allungano in direzione
del displuvio, verso il culmine dell'altura, e decine di vicoli laterali
e paralleli, i quali a segno della propria strutturale dipendenza dall'arteria
principale su cui affacciano, sono numerati.
Nelle strade dei due quartieri, ci sono ancora esempi di costruzione
medioevali che rendono l'idea di come poteva essere la città all'epoca
della sua costruzione. La gran parte degli edifici nel corso dei secoli
è stata sostituita o rinnovata, ma il tessuto urbanistico è
rimasto immutato.
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