LANCIANO : XIX - XX SECOLO

Nei primi trent'anni del XIX secolo, soprattutto ad opera dell' ingegnere Michitelli, vengono svolti molti lavori di demolizione. Vengono infatti demolite le Scuole Pie, la chiesa dell'Annunziata e il portico del loggiato tra la chiesa e la torre campanaria. Vengono abbattute quattro delle cinque porte esistenti per facilitare l'ingresso alla città e vengono demolite le chiese di S. Maurizio, S. Martino, S. Lorenzo per creare nuovi spazi.

Dopo il 1830 alcune case a schiera vengono aggregate e trasformate in palazzi nobiliari. Si dà avvio alla costruzione del Camposanto in località Santa Croce (1839).Viene progettato il teatro Fenaroli (dall'Ingegnere Salvini nel 1834). Viene ricostruita la fontana di Civitanova e ripristinato il ponte dell'Ammazzo (1833). Nella seconda metà dell'800 ci sarà un periodo di rinnovamento con l'Ingegnere Architetto Filippo Sargiacomo che affronterà positivamente i problemi edilizi, urbanistici e di infrastrutturazione tecnologica della città. Sargiacomo redigerà anche, nel 1879, il primo Piano regolatore della città. La sua attenzione sarà rivolta all'area compresa tra piazza Plebiscito e il Malvò e a quella del Prato della Fiera. Quest'ultima zona verrà lottizzata e venduta ai privati con la formazione dell'attuale corso Trento e Trieste, ai lati del quale sorgeranno numerosi palazzi importanti.

Negli edifici lancianesi di questo periodo predomina uno stile neoclassico; nelle strutture pubbliche come la Cattedrale, il Teatro, il Palazzo Comunale, il vecchio Ospedale Renzetti ma anche in gran parte della nuova edilizia privata. Gli edifici neorinascimentali e neoclassici con inflessioni particolari in stile floreale, che si trovano sul Corso, ben rappresentano la mentalità dei borghesi lancianesi. Vi sono anche esempi di edifici neoromanici, come l'ex-fabbrica Carabba (con arcate in cotto stiacciate a filo della parete), l'ex Liceo Classico in corso Trento e Trieste e di palazzi neogotici, in una struttura industriale quali l'antica fornace di Lanciano, che si trova nella strada per Frisa.

Ma lo stile che rappresenta a pieno l'architettura lancianese tra l'800 e il '900 è il Liberty. Tra gli esempi più rappresentativi di questo stile Palazzo Martelli - Fantini in corso Trento e Trieste, Villa D'Alessandro, dell' Architetto Spinelli, in viale dei Cappuccini, Palazzo Colacioppo, Palazzo Bielli, e se ne potrebbero citare altri. Negli ultimi decenni si assiste all'espansione della città lungo le direttrici di viale Cappuccini, di via del Mare, di via per Fossacesia ed alla formazione di nuovi quartieri di edilizia economica. Sono stati, inoltre, di recente realizzati edifici, che possono considerarsi esempi interessanti nel panorama dell'architettura moderna come l'edificio della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, in viale Cappuccini, progettato da Eugenio Gili di Torino ed il Terrazzo di via Monte Maiella, progettato da Aldo Rossi.



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